L’iperlordosi è un aumento della curva lombare che può essere associato a tensioni muscolari, rigidità nei movimenti e mal di schiena lombare (lombalgia).

Si stima che circa l’85% delle persone riferisce almeno un episodio di lombalgia nel corso della propria vita e il 10% può sviluppare sintomi cronici.
Inoltre, le recidive possono essere molto frequenti, soprattutto nei casi in cui non viene svolto un trattamento attivo basato sull’esercizio terapeutico.
Ma l’iperlordosi provoca sempre mal di schiena?
Esiste una “postura ideale” che ci permette di evitare i dolori?
Ed in caso di iperlordosi serve il riposo a letto o l’uso di corsetti?
Sono domande che quotidianamente affrontiamo con i pazienti nei nostri centri fisioterapici a Milano e Brescia, e anche durante le consulenze fisioterapiche a distanza.
In questo articolo ti darò le risposte che cerchi sull’iperlordosi, le cause, i sintomi, e gli esercizi utili per ridurre il dolore alla schiena.
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Iperlordosi: cos’è?
La colonna vertebrale è formata da sette vertebre cervicali, dodici vertebre toraciche, cinque lombari, cinque sacrali e quattro/cinque coccigee (fuse tra di loro a formare l’osso sacro e il coccige).
Tra una vertebra e l’altra sono presenti i dischi Intervertebrali.
Sono dei “cuscinetti”, composti da un anello fibroso e da un nucleo polposo, che servono per alleggerire i carichi sulla schiena.
Nell’adulto, i dischi si nutrono grazie allo spostamento di liquidi durante i movimenti.
Dunque, possiamo già capire come la staticità prolungata (come quando stiamo molto tempo seduti), bloccando lo scambio di fluidi, può accelerare la comparsa di dolori e rigidità!
Oltre ai dischi intervertebrali, anche i muscoli della schiena possono soffrire della mancanza di movimento.
I muscoli posteriori della schiena, chiamati “paravertebrali”, servono per ruotare, inclinare, estendere e stabilizzare la zona lombare.
Inoltre, bisogna considerare i muscoli addominali, che piegano la colonna, e i muscoli dell’anca (i glutei, il muscolo ileopsoas) in quanto possono avere un ruolo nell’iperlordosi.
Ma che cos’è l’iperlordosi?
Vista lateralmente, la schiena presenta due tipologie di curve: la lordosi, a livello cervicale e lombare, e la cifosi toracica e sacrale.

La lordosi è una curva concava nella parte posteriore e, a livello lombare, ha normalmente un’ampiezza compresa tra 20° e 40°.
Questa misurazione viene fatta utilizzando le radiografie e i gradi di lordosi possono variare tra le persone in base all’età e alla propria morfologia.
Di conseguenza si definisce iperlordosi quando l’ampiezza della curva lombare supera i 35-45 gradi.
Le cause di iperlordosi possono essere diverse però non è detto che l’iperlordosi provochi sempre mal schiena.
Ecco perché!
Cause e sintomi dell’iperlordosi
L’iperlordosi, da un punto di vista muscolare, può dipendere da un accorciamento dei muscoli flessori dell’anca (ileopsoas) e dei paravertebrali.
Insieme a questa rigidità, si associa uno stato di eccessivo allungamento della parete addominale e degli estensori dell’anca (grande gluteo e muscoli posteriori della coscia).
Questo squilibrio muscolare provoca una rotazione anteriore del bacino (antiversione) e un atteggiamento posturale con “la pancia in avanti”.
Dunque, si potrebbe pensare che correggendo la postura, la lordosi migliori e il dolore alla schiena diminuisca.
In realtà, gli studi hanno ridefinito il ruolo della postura dimostrando come asimmetrie o iperlordosi si riscontrano frequentemente anche in individui del tutto asintomatici.
Inoltre, spesso, la postura che manteniamo è messa in atto dal nostro corpo proprio per evitare il dolore e trovare il modo più comodo per svolgere un compito.
Quindi, prima di incolpare la postura e l’iperlordosi come causa di mal di schiena, bisognerebbe indagare se ci sono stati altri fattori.
Come il tempo trascorso fermi in una determinata posizione, i lavori che svolgiamo quotidianamente oppure se abbiamo sforzato la schiena con carichi a cui non siamo abituati.
Il mal di schiena, infatti, è un sintomo generico ma complesso. Per questo è bene non fermarsi solo all’osservazione della postura e valutare più a fondo.
Ed è ciò che facciamo durante la prima visita fisioterapica!
- Quando valutiamo un paziente con iperlordosi e mal di schiena, i dolori sono spesso localizzati nella regione lombare, la parte bassa della colonna vertebrale.
- Alcuni pazienti lamentano anche rigidità al mattino, o dopo essere stati molto tempo in piedi, e fatica sui muscoli posteriori della schiena.
- I muscoli paravertebrali e i glutei potrebbero essere dolenti alla palpazione e i movimenti possono essere limitati.
Dopo avere analizzato questi aspetti, è bene considerare anche alcune patologie specifiche della colonna vertebrale che si presentano con iperlordosi lombare.
Infatti, oltre allo “squilibrio muscolare”, l’iperlordosi può dipendere anche da condizioni ossee, articolari o da patologie come la spondilolistesi.
In questi casi, i sintomi possono essere più intensi, di lunga durata, e presentarsi anche con dolore irradiato lunghe le gambe e diminuzione nella forza.
Di conseguenza, oltre alla valutazione dei sintomi, il medico potrebbe richiedere degli esami strumentali di approfondimento come la radiografia e la risonanza magnetica.
Successivamente, si inizia con la fisioterapia!
Esercizi per l’iperlordosi
Il trattamento fisioterapico per l’iperlordosi ha come obiettivi il ripristino della forza, della mobilità e della fiducia nel movimento, riducendo significativamente i sintomi.
Per questo motivo, la fisioterapia che svolgiamo in studio e online si basa su un approccio attivo, attraverso esercizi terapeutici personalizzati, selezionati a seconda delle esigenze del paziente.
In particolare, per la riabilitazione dell’iperlordosi ci concentriamo su:
- recupero del controllo motorio;
- potenziamento degli estensori dell’anca e dei muscoli addominali;
- allungamento dei flessori dell’anca e dei paravertebrali;
- rieducazione al carico.
Questi sono tre esercizi per l’iperlordosi che utilizziamo:
- Retroversione del bacino
Da sdraiato a pancia in su, con le ginocchia piegate e i piedi a terra. Contrai gli addominali e ruota il bacino all’indietro, fino ad appiattire completamente la schiena contro il pavimento. Mantieni la contrazione, soffiando fuori l’aria, e inspira mentre ritorni nella posizione iniziale.
- Plank
In appoggio sulle mani e sulle punte dei piedi (oppure ginocchia a terra), allinea la testa, la colonna e il bacino come a formare “una tavola”. Cerca di non sporgere con i glutei verso l’alto e non inarcare la zona lombare.
- Allungamento dell’ileopsoas
Posizionati “a cavaliere”, con un ginocchio a terra e l’altro arto più avanti con il piede poggiato. Esegui una retroversione del bacino e, successivamente, sposta il peso sulla gamba davanti fino a percepire una tensione tollerabile sulla parte anteriore coscia.

Clicca qui per vedere una routine di esercizi per gli addominali contro il mal di schiena.
Grazie ad un programma di esercizio personalizzato, la fisioterapia ti accompagnerà a riprendere gradualmente i carichi, ridurre i dolori ed essere protagonista per la tua salute.
Il nostro scopo è proprio quello di renderti forte, mobile e autonomo, per poter svolgere le attività che ami senza aver bisogno di tutori o cure passive.
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Bibliografia
- Javadipour, Z., Sedaghati, P., & Ahmadabadi, S. (2021). The effects of combining core stability with stretching exercises on pain intensity and motor function in people with chronic nonspecific low back pain with and without hyperlordosis. Annals of Applied Sport Science, 9(2), 0-0.
- Dimitrijević, V., Šćepanović, T., Milankov, V., Milankov, M., & Drid, P. (2022). Effects of corrective exercises on lumbar lordotic angle correction: a systematic review and meta-analysis. International journal of environmental research and public health, 19(8), 4906.