Klaus Qemal

Dolore al collo: cause e rimedi

Sintomi

Dolore lieve
Dolore acuto
Bruciore
Stilettata
Sensazione di instabilità
Rigidità
Capogiri
Stress
Ansia
Mancanza di forza
Formicolio
Mancanza di equilibrio
Dolore cronico
Nausea
Tensione

Cosa troverai in questo articolo

Il dolore al collo è un sintomo frequentissimo presente in gran parte della popolazione. In questo articolo ti parlerò del perché la maggior parte dei pazienti non riesce ad ottenere benefici rispetto al dolore al collo. Leggilo fino alla fine perché ti darò degli esercizi e dei consigli che puoi applicare da subito.
Parlerò in questo articolo sia dal punto di vista scientifico sia basandomi su oltre 120 casi di pazienti con cervicalgia che ho seguito solo nell’ultimo anno!

Iniziamo a conoscere la nostra zona di interesse: nella prima foto vediamo le 7 vertebre cervicali, mentre nella seconda foto vediamo il muscolo trapezio. Ovviamente non sono gli unici componenti ma ci servono per farci un’idea della zona.

Questa suddivisione non è casuale, ci aiuterà a comprendere in che situazioni ti trovi e qual è il modo migliore per vincere il dolore.

Vertebre cervicali in tre posizioni diverse

Muscolo trapezio: protagonista di molti problemi cervicali

La vera causa del dolore al collo

Come ti anticipavo prima, solo nell’ultimo anno ho visitato e seguito nella riabilitazione oltre 120 casi di dolore cervicale, tra cui la maggioranza seguiti tramite consulenza online.
Negli anni, con l’esperienza le novità scientifiche ho notato molti pazienti hanno una percezione errata sulla vera causa del dolore. Ora seguimi con attenzione perché senza questi concetti non sarai in grado di migliorare o almeno di comprendere meglio il tuo problema.


Spesso si crede che le cause siano le seguenti:

  1. Artrosi
  2. Ernia discale
  3. Protrusione
  4. Discopatia
  5. Schiacciamento dischi
  6. Rettilineizzazione della cervicale

Certo queste possono influenzare il tuo dolore ma bisogna stare attenti a dare la colpa a chi non ne ha! Infatti è molto normale, facendo una risonanza o radiografia, trovare “patologie” come quelle sopra nominate. Il problema è che si trovano in egual misura sia nei pazienti sintomatici sia in quelli che non sanno cosa sia il dolore al collo. Alcuni studi riportano che nel 70% dei ventenni NON-SINTOMATICI si trovano segni di artrosi e la percentuale aumenta con l’aumentare dell’età.

Spesso i pazienti si identificano con la loro risonanza piuttosto che con i sintomi: “io ho l’artrosi, oppure io ho la discopatia c5-c6 ecc…”. Se hai compreso il concetto di sopra sai che è inutile e controproducente credere che il tuo problema sia la discopatia o l’ernia, soprattutto se hai dolore da oltre 6 mesi o 1 anno.

Conosciamo le “cause nascoste”


Infatti nella stragrande maggioranza dei casi le ernie sono asintomatiche e quando sono grandi ed espulse si sviluppano in due modi:

  1. Si seccano, si riassorbono e “tolgono il disturbo” (la situazione più frequente e anche la migliore ovviamente);
  2. Creano compressione nervosa, cervicobrachialgia (quindi sintomi di dolore, formicolio, bruciore e in casi gravi mancanza di sensibilità e forza al braccio), in questo caso, se non si ha miglioramento nell’arco di qualche mese si va incontro a intervento chirurgico. NB: la percentuale di interventi è bassissima!

Quindi se hai dolore da qualche anno dobbiamo concentrarsi sui sintomi e non sul nome del problema scritto sul referto. Questo purtroppo è un errore che molti colleghi fisioterapisti o medici commettono, disinformando il paziente indicato come causa del dolore dolore la protrusione o l’ernia.


Sappiamo quindi che artrosi, discopatie, ernie o protrusioni sono normali modifiche anatomiche legate a processi totalmente naturali e non patologici. La conferma di quanto detto lo abbiamo quando vediamo molti pazienti che in presenza di tali modifiche non hanno nessun sintomo.

Ovviamente questo non significa che bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca e ogni condizione di discopatia o artrosi non vale nulla, significa semplicemente che va contestualizzata e non è l’unico ingrediente della ricetta del dolore.


Ma quindi quali sono le vere cause di dolore al collo?

Bene ora che ho chiarito questo concetto possiamo passare a capire meglio le cause e le divideremo in due tipologie:

  1. Cause meccaniche/muscolari
  2. Cause simil-neurologiche
  3. Cause miste

Cause meccaniche

Per sapere se hai una causa meccanica ti basta valutare se ti ritrovi nei seguenti sintomi:

  1. Blocco del movimento (attenzione non senso di rigidità, ma movimento completo, ma effettivo blocco e dolore al collo durante i movimenti)
  2. Dolore ben localizzato e che cambia in base al movimento che esegui con il collo

Questo è più comune in persone che come causa hanno “l’usura” del tratto cervicale, svolgono lavori manuali e ripetitivi da molti anni. Possiamo prendere il caso di un mio paziente muratore, aveva dolore durante la rotazione a sinistra e l’estensione (guardare in alto). Il movimento era significativamente bloccato e doloroso, in questi casi si ha subito beneficio dal trattamento manuale (massaggio e stretching). Il problema ovviamente è che il beneficio di tale “trattamento” è temporaneo, il vero modo per ottenere dei benefici a lungo termine è quello di svolgere un programma di esercizi che sia in grado di migliorare la mobilità, la flessibilità e la forza della muscolatura cervicale.

Cause simil-neurologiche

In questo caso non si ha dolore ben localizzato al collo ma più una tensione diffusa, i movimenti della cervicale sono liberi nonostante ci sia un senso di rigidità e di blocco e spesso ci sono sintomi legati alla sofferenza del sistema nervoso quali: difficoltà a concentrarsi, cefalea tensiva (mal di testa), vertigini o sbandamenti cervicali, nausea e pesantezza o disturbi della vista.

NB: nella stragrande maggioranza dei casi tutti i sintomi sono simil-neurologici in quanto viene escluso qualsiasi problema dopo una visita dal neurologo e dal otorino per quanto riguarda gli sbandamenti e vertigini.
Quindi esclusi questi ovviamente abbiamo la cervicale come sospetto principale.


In questo caso la causa del dolore è ben diversa dal paziente di prima che fa il muratore, spesso infatti in questi casi abbiamo persone che hanno subito un forte stress o trauma emotivo o che sono sottoposti a continuo stress psicologico. Qua i disturbi possono essere legati anche a disturbo del sonno, disturbi dello stomaco e dell’intestino.
Come puoi immaginare in questi casi i massaggi e le manipolazioni sono acqua di rose e spesso i pazienti che hanno provato degli interventi manuali intensi hanno sperimentato anche un aumento dei sintomi.

Negli anni sono diventato in grado di scoprire questa tipologia di pazienti con una sola domanda: “Durante l’anno c’è un periodo in cui sta bene”? E ogni volta la risposta è : “Sto benissimo in vacanza, i miei sintomi si riducono tantissimo o addirittura spariscono”.
Questo ragionamento è talmente semplice che come sempre sfugge agli “esperti” che purtroppo invece di visitare il paziente cercano qualche piccola protrusione.

In questi casi la situazione è più complessa e il lavoro da svolgere diventa più completo sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mentale, tuttavia migliorando il proprio stato di forma, migliorando l’efficacia della muscolatura cervicale e lavorando sulla respirazione si ottengono ottimi risultati.

Cause miste

Ovviamente sulle cause miste non c’è molto da dire in quanto il nome dice tutto. In questi casi troviamo sia una componente meccanica sia quella simil-neurologica, di conseguenza il lavoro da svolgere consiste nello svolgere entrambi i tipi di esercizi che vedremo tra poco.

Perché la maggior parte delle persone falliscono nel curare il dolore al collo

Il problema nelle casistiche di dolore al collo, in particolare quando durano da più di 3 mesi è che tutte le terapie come massaggio, tecar, ultrasuoni, laser perdono di efficacia. Tutte queste terapie ti faranno stare meglio temporaneamente e poi il problema ritornerà uguale a prima.
Questo è legato anche ad un altro grosso problema legato al nostro cervello: quella voglia viscerale di una soluzione immediata e veloce. Infatti per risolvere un problema cronico ci vuole una soluzione cronica, se dopo 1 anno di dolore speri nelle mani magiche di qualche terapista o nella pillola miracolosa mi dispiace deluderti ma non è cosi, anche se piacerebbe anche a me.

Ho passato infatti i primi anni di lavoro a fare corsi e cercare di imparare le migliori tecniche per avere anche io le mani magiche poi mi sono reso conto che la vera “pillola magica” è solo l’esercizio fisico e il lavoro a 360% sulla propria salute.

Insomma, per togliere il problema alla radice devi costruire un collo più forte e flessibile, senza questo non riuscirai a vivere senza dolore se soffri di una problematica cronica. Certo, non sempre è possibile togliere del tutto i sintomi ma sono sicuro che con un buon lavoro riabilitativo potrai ridurli e vivere meglio!

La fregatura di Pareto

Hai mai sentito parlare della legge di Pareto? In questo caso ho deciso di chiamarla la fregatura di Pareto e ora ti spiego perché. In poche parole questa legge si applica ai sistemi in rapporto causa effetto e indica che 80% dei risultati deriva dal 20% dello sforzo.

Pensa a questo: 80% delle volte ti metti 20% dei tuoi vestiti, 80% del fatturato della tua azienda arriva dal 20% dei prodotti venduti, 80% delle volte esci con il 20% dei tuoi amici, solo 20% delle persone che si iscrivono in palestra ci vanno veramente e molti altri casi.

Nel caso specifico della riabilitazione cervicale solo il 20% delle persone si applica veramente per cambiare la propria situazione, il restante 80% è ancora la che cerca la soluzione magica. Motivo per cui in ogni nostro corso, consulenza o visita di persona facciamo presente ai pazienti questa regola e chiediamo da loro massimo impegno.

Per migliorare veramente quindi bisogna rendersi conto di questa situazione e del fatto che abbiamo una parte del nostro cervello, la parte più arcaica che rifiuta di farci fare qualsiasi sforzo e di uscire dalla nostra zona di comfort.

Quindi se vuoi veramente avere risultati a lungo termine devi concentrarti a fare parte del 20% che si applica e devi fare solo 20% di sforzo per migliorare 80% dei tuoi sintomi!


Questo 20% non è altro che un programma di esercizi che possiamo costruire su misura per il tuo caso tramite il nostro programma di consulenze online o di persona.

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Esercizi terapeutici

Spero tanto che tu faccia parte del 20% e che sei arrivato alla sezione degli esercizi solo dopo aver letto e compreso i concetti di questo articolo! Detto questo passiamo agli esercizi:

In base alla nostra divisione di prima gli esercizi possono essere di due tre tipi:

  1. Volti al problema meccanico
  2. Volti al problema simil-neurologico
  3. Misti (quindi dovrai fare tutti gli esercizi)

Ovviamente quello che consigliamo sempre è di seguire un programma completo di conseguenza ti consiglio di seguire tutti i tipi di esercizi che trovi qua sotto!

Esercizio 1: mobilizzazione cervicale, esegui 1-2 min. di mobilizzazione in tutte le direzioni di movimento.

Esercizio 2: stretching del muscolo trapezio, esegui 3-4 ripetizioni per lato e mantieni 10-15 secondi se sei alle prime armi, aumentando ogni 2-3 giorni fino ad arrivare a 30-40 secondi.

Esercizio 3, respirazione diaframmatica: esegui 10-15 respirazioni diaframmatiche, consiglio di svolgere questo esercizio sia prima che dopo gli altri 2.

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