“Ho la cartilagine consumata, cosa posso fare per stare meglio?
C’è un modo per prevenire l’usura della cartilagine?”
In questo articolo risponderò ad alcune delle domande più frequenti sulla cartilagine e su quali rimedi utilizzare per “nutrirla” e alleviare i dolori.
Prenditi qualche minuto e seguilo fino in fondo!
Le alterazioni della cartilagine articolare sono molto comuni tra le persone, soprattutto negli adulti over-60 che soffrono di artrosi.
E una delle articolazioni più colpite è il ginocchio.

Durante le visite nei nostri studi fisioterapici di Milano e Brescia, e nelle consulenze online, sentiamo diverse storie di pazienti che hanno dovuto ridurre le proprie attività per un problema alla cartilagine.
Come è successo a Giuditta, ecco la sua esperienza con Fisiosocial:
“Ho settant’anni, artrosi alle ginocchia valghe. In particolare, il ginocchio sinistro mi faceva male e si gonfiava dopo un’ora di cammino. L’ortopedico mi ha consigliato fisioterapia, perché l’alternativa era l’intervento chirurgico [..]. Ho anche da molti anni problemi alla schiena, che non mi permettevano di fare le pulizie di casa, andare in bicicletta per più di un’ora […]. Mi sono rivolta a Klaus per una prima visita a fine aprile con il ginocchio sinistro gonfio, caldo e una piccola ciste di Baker, la schiena dolorante e una grande preoccupazione […]. Klaus mi ha trasmesso speranza e fiducia circa la possibilità di migliorare la situazione del ginocchio. Sono stata seguita nelle cinque sedute successive per comprendere ed eseguire al meglio gli esercizi consigliati, che ho fatto e continuo a fare con costanza e impegno. Oggi dopo due mesi e mezzo la situazione è decisamente migliorata sia per il ginocchio sia per la schiena. Ringrazio Klaus di cuore.”
Le parole di Giuditta ci danno due informazioni importanti sulla cartilagine:
Innanzitutto, che una patologia della cartilagine, come l’artrosi, provoca sintomi molto fastidiosi e difficoltà a svolgere le attività quotidiane.
E se anche tu avverti rigidità, dolore durante il cammino o nel fare le scale, puoi richiedere una consulenza fisioterapia cliccando qui in basso:
La seconda informazione riguarda proprio la cura dei dolori correlati alla cartilagine.
Ma prima di parlartene, sai che cos’è (e dove si trova) la cartilagine?
Che cos’è la cartilagine articolare
La cartilagine che si trova nelle articolazioni è definita cartilagine articolare, o “cartilagine ialina”.
E’ composta da cellule (condrociti), acqua, macromolecole (proteoglicani) e collagene che, insieme, formano un tessuto simile ad un “materassino gelatinoso”
Questo ci permette subito di capire quale sono le sue funzioni principali:
- migliorare lo scorrimento tra i capi ossei;
- permettere movimenti fluidi;
- distribuire i carichi sull’articolazione;
- assorbire gli impatti.
La cartilagine articolare si trova proprio a stretto contatto con l’osso ed è suddivisa in diversi strati (o zone).
Fin qui tutto bene!
Dove nasce il problema?
La cartilagine non è vascolarizzata. Questo vuol dire che, attraverso la circolazione sanguigna, non arrivano cellule e sostanze utili per rinnovare la cartilagine e mantenerla in salute.
La principale modalità con cui si nutre è grazie all’acqua di cui è composta e al fenomeno della “diffusione”.
- Quando viene schiacciata, ad esempio durante i movimenti, la cartilagine si comprime e l’acqua si diffonde all’esterno del tessuto.
- Successivamente, quando il carico si riduce, l’acqua rientra dentro e porta con sé i nutrimenti necessari.
In poche parole, come una spugna!
Ne abbiamo parlato anche in questo video: troverai una spiegazione chiara, scientifica, e consigli utili per la salute della tua cartilagine.
Come si “consuma” la cartilagine?
La cartilagine è un tessuto fondamentale per alleggerire gli impatti sull’articolazione e sulle ossa.
E il carico è necessario per attivare “l’effetto spugna”!
Però, quando i carichi sono eccessivi e mantenuti nel tempo, la cartilagine non riesce a “decomprimersi” a sufficienza, andando incontro ad alterazioni e degenerazioni.
- Come può accadere, ad esempio, nelle persone in sovrappeso e/o che svolgono lavori pesanti in cui passano molto tempo in piedi. Oppure in seguito a traumi intensi che superano la capacità di assorbimento della cartilagine.
Questi sono, infatti, alcuni fattori di rischio che possono facilitare la comparsa di danni alla cartilagine.
In presenza di una lesione o degenerazione, la mancanza di una buona vascolarizzazione della cartilagine determina l’incapacità di auto-rigenerarsi.
Ed è ciò che accade anche nell’artrosi.
- Si tratta di una condizione in cui vi è una diminuzione della quantità e della qualità della cartilagine che si sviluppa principalmente dopo i 60 anni di età. E spesso si associa alla presenza di un disallineamento articolare, come avere delle ginocchia valghe o vare.

Prima di andare avanti, vorrei precisare un aspetto!
Avere un’artrosi al ginocchio (o ad un’altra articolazione), non vuol dire necessariamente andare incontro a dolori per tutta la vita.
Così come una degenerazione della cartilagine non è sempre l’origine dei dolori, anche perché la cartilagine non ha innervazione.
Infatti, oltre all’eventuale “consumo” della cartilagine, bisogna considerare anche lo stato di salute in generale.
- I muscoli sono forti a sufficienza per resistere agli stress quotidiani? Le articolazioni sono mobili?
- Ultimamente hai fatto degli sforzi a cui non sei abituato? O, viceversa, sei stato più a riposo del solito?
E’ ciò che facciamo durante le consulenze! Non ci fermiamo alle indagini strumentali ma indaghiamo tutta la tua storia per individuare gli obiettivi da raggiungere e farti stare meglio.
Ok! Adesso sai che cos’è la cartilagine, dove si trova e come si “consuma”.
Ma abbiamo lasciato una cosa in sospeso: la seconda “lezione” che la nostra cara paziente ci ha dato sui dolori articolari.
Hai notato che ha parlato di esercizi?
Cosa fare per nutrire la cartilagine e alleviare i dolori
Quando si parla “modi per nutrire la cartilagine” molte persone credono si faccia riferimento solo a sostanze o integratori.
E che si debbano evitare gli sforzi per non danneggiarla ulteriormente!
Ma, in realtà, uno dei principali fattori che peggiora la qualità e quantità della cartilagine è proprio l’assenza di movimento.
Il movimento e il carico sono necessari per sfruttare “l’effetto spugna”, richiamando acqua nella cartilagine, migliorando il suo nutrimento, la struttura e, quindi, la sua funzione.
La cartilagine, però, risponde bene allo stimolo meccanico solo se…è ben dosato!
- Così come una totale assenza di movimento peggiora la salute della cartilagine (ma anche delle ossa e dei muscoli), anche un drastico aumento del carico può essere dannoso.
Ad esempio: se sei una persona sedentaria e decidi, senza preparazione, di andare a correre veloce ogni giorno, è possibile che sentirai dolori articolari, muscolari e tendinei.
Questo perché hai esposto il tuo corpo ad uno stress a cui non era pronto e abituato.
In questo caso non diresti che è colpa della corsa!
Infatti, a proposito di corsa, uno studio del 2017 ha dimostrato come i runner amatoriali avevano un minor rischio di sviluppare artrosi al ginocchio e all’anca rispetto a sedentari e runner competitivi.
Quindi, è la dose che fa il veleno.
E andando dritti al sodo: cosa (e quanto) bisogna fare per nutrire la cartilagine?
Per prima cosa, bisogna considerare i tuoi sintomi.
- Se hai dolori a camminare a lungo, nel fare le scale o correre, puoi iniziare con attività aerobica a basso impatto, come la bici o il nuoto, oppure fare sessioni più brevi di cammino.
Oltre all’esercizio aerobico, è fondamentale l’allenamento contro resistenza (utilizzando pesi ed elastici).
- Gli esercizi di rinforzo migliorano la massa muscolare, consentendoti di supportare l’azione della cartilagine nel distribuire meglio i carichi sull’articolazione.

Infine, non trascurare la mobilità e la flessibilità muscolare.
- Avere delle articolazioni mobili ti permetterà di aumentare la circolazione e la lubrificazione articolare, creando un’ambiente positivo per il nutrimento della cartilagine.
Ecco la ricetta completa: 1 ora di attività fisica, 3 volte a settimana, per almeno 3-4 mesi, svolgendo esercizi di mobilità, rinforzo e attività aerobica.
Se desideri sapere nel dettaglio cosa fare per stare meglio, avere degli esercizi specifici per il tuo caso e un programma riabilitativo ben strutturato, richiedi una consulenza fisioterapica qui in basso:
Saremo felici di poterti aiutare!
Bibliografia
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