Francesco Lanzini

Fascite Plantare: comincia a stare meglio partendo da questo articolo

Se ti trovi su questa pagina è probabile che ti abbiano detto che soffri di fascite plantare oppure che ti sia capitato di sentire dolore a livello della pianta del piede.

Il mio obiettivo per questo articolo è di dirti tutto quello che è davvero importante al fine di comprendere cosa sia la fascite plantare, spiegarti cosa NON DEVI FARE e soprattutto illustrarti le vie terapeutiche per risolvere una volta per tutte questo problema.

In moltissimi casi con i giusti consigli ed esercizi, ottenere risultati è semplice, solo che spesso al paziente vengono date le indicazioni sbagliate.

Ti consiglio di leggere tutto l’articolo perché contiene accorgimenti pratici da attuare per stare subito meglio se ti ritrovi in questa condizione.

Ricordo anche che questi sono consigli utili a tutti per stare meglio. Se vuoi essere seguito/a a 360 gradi nella risoluzione del tuo caso, il consiglio è quello di mandare una candidatura per una consulenza personalizzata, in seguito alla quale ti verrà mandato il video-corso creato su misura per te.

Fascite plantare: di che cosa si tratta esattamente?

La fascite plantare è un disturbo della porzione inferiore del piede che può dare dolore in tutta quest’area. Si tratta di un’infiammazione di un legamento che prende il nome di legamento arcuato. E’ anche la causa più frequente di dolore alla pianta del piede. Circa 4 persone su 5, tra quelle che soffrono di dolore al tallone soffrono di fascite plantare.

Le cause che più frequentemente portano a questo problema sono calzature poco idonee, l’ essere in sovrappeso e l’avere una postura scorretta dei piedi e degli arti inferiori.

I nostri antenati infatti camminando scalzi, riuscivano a mantenere una corretta forza e flessibilità del piede.

Oggi la funzionalità del piede è spesso limitata, anche perché troppo spesso i nostri piedi sono forzati a rimanere in calzature strette e rigide. Anche le scarpe con un tacco alto denaturano la funzionalità del nostro arto inferiore.

Quindi in generale un piede con muscoli forti e flessibili sarà in generale un piede sano. In molti altri casi in cui sono presenti squilibri muscolari altre cause scatenanti (di cui ti parlerò tra poco), potrà comprarire la problematica in questione.

Spina calcaneare e fascite plantare

In alcuni casi la fascite plantare può essere esacerbata dalla presenza di una spina calcaneare.

La spina calcaneare è una protuberanza che prende il nome di osteofita, che si crea a livello del calcagno.

Il concetto che molto spesso non viene compreso dai pazienti è che la spina sia una conseguenza di un processo infiammatorio e non una causa.

Infatti la formazione di una spina calcaneare avviene spesso in seguito ad un processo erosivo e irritativo a carico del calcagno.

Tra le cause che più spesso possono innescare la formazione di una spina calcaneare abbiamo l’obesità, il fare jogging su superfici dure e l’utilizzare scarpe inadatte.

Anche le persone che soffrono di piede cavo o piede piatto sono tra quelle che più frequentemente sviluppano una spina calcaneare. A queste persone oltre a consigliare esercizi per la fascite infatti consiglio esercizi per la postura in generale del piede e della caviglia.

La tipologia di dolore che solitamente dà la spina calcaneare è un dolore mattutino a livello della pianta del piede. Di solito gradualmente va meglio durante la giornata in quanto si comincia a “scaldare” le articolazioni. Per fare la diagnosi è necessaria una lastra o rx.

Opzioni terapeutiche

Le opzioni terapeutiche per la fascite plantare sono divisibili proncipalmente in 2 macroaree.

  1. Trattamento conservativo, che consiste in tutte quelle tecniche riabilitative volte a far passare l’infiammazione e il dolore. Terapie fisiche (onde d’urto, tecar, ultrasuoni, laser), tecniche manuali oppure i nostri amati esercizi terapeutici. Essendo nella maggior parte dei casi un problema cronico, l’unico strumento che permetta al paziente di liberarsi una volta per tutte del problema è un programma specifico di esercizi. Come scoprirai tra poco tutte le altre terapie riescono a far passare il problema solo temporaneamente.
  2. Trattamento chirurgico. In genere ad oggi il trattamento chirurgico per la fascite plantare non è particolarmente invasivo e si fa in day hospital. Nei casi in cui sia presente spina calcaneare l’operazione consisterà nella rimozione dell’osteofita.

Non essendo la chirurgia materia di mia competenza in ogni caso, in questo articolo mi soffermerò a parlare per di più di tutti quelli che sono i trattamenti conservativi.

Terapie da evitare se soffri di fascite plantare

Esistono alcune terapie che personalmente ti consiglierei di evitare, in particolare nei casi in cui soffrissi di fascite plantare da diversi mesi o addirittura se soffri di questo problema da anni. In questi casi ti sconsiglio di provare a risolvere il problema attraverso cicli di laser, tecar o ultrasuono-terapia. Queste terapie infatti rischieranno di farti passare il sintomo solo temporaneamente (nei casi in cui funzionano, perché ahimè spesso non è così). Quindi nonostante purtroppo ancora molti medici e fisioterapisti consiglino queste terapie su patologie croniche, la scienza ci dice che alla lunga NON sono risolutive.

Diverso è invece il discorso per le onde d’urto, in particolare quelle focali, che sembrano essere efficaci sulle tendinopatie, tra cui anche la fascite plantare.

Accorgimenti pratici

Prenditi cura dei muscoli dei tuoi piedi

Prenditi cura dei muscoli dei tuoi piedi. Spesso i muscoli dei piedi vengono un po’ dimenticati e abbandonati a loro stessi. Prendere consapevolezza della muscolatura delle proprie caviglie e dei propri piedi, andando quotidianamente ad allenarli è un ottimo modo per evitare la fascite plantare.

Esistono infatti alcuni esercizi, che se vengono fatti nel giusto modo diminuiranno la tensione a livello della fascia plantare e renderanno i muscoli della pianta del piede più forti.

Muscoli più forti e flessibili, significa anche migliore postura e migliore funzionalità dei piedi.

Per liberarti una volta per tutte del problema dunque dovrai seguire un programma specifico per il tuo caso, andando a lavorare sulla forza e la flessibilità dei muscoli intrinseci del piede e delle dita. Anche la mobilità delle dita è un fattore importante. Se non alleni i muscoli delle dita infatti è possibile che tu vada a perdere gradualmente la mobilità e la forza di queste articolazioni.

Evita calzature poco idonee

Molte calzature eccessivamente strette o con tacchi eccessivamente alti, vanno a “stringere” troppo la nostra pianta del piede, indebolendo i muscoli intrinseci. Se le scarpe poco ergonomiche vengono portate per poco tempo in generale npn danno problemi. Il problema però insorge quando questo tipo di scarpa viene usata per molto tempo.

Scegli quindi le scarpe a pianta larga e senza tacco. Se fai sport scegli scarpe ben ammortizzate e controlla sempre che la suola non sia eccessivamente usurata.

Lavora sull’appoggio di caviglia, ginocchio e anca

Valuta la postura di tutti gli arti inferiori: la postura di caviglia, ginocchio e anca influisce fortemente sull’appoggio del piede. E’ quindi importante andare a valutare l’atteggiamento della caviglia (se in pronazione o supinazione), del ginocchio e dell’anca per andare a creare un programma specifico per il tuo caso, in modo da riuscire a combattere il problema e migliorare a 360 gradi la situazione. Il rischio facendo esercizi solo per la fascia del piede è che non si riesca a migliorare davvero la situazione, in quanto non si va a togliere tutte queste altre cause che concorrono alla formazione del problema.

Se soffri di fascite plantare in ogni caso il mio consiglio è quello di seguire un programma specifico di esercizi con costanza per almeno 6 settimane, di modo da evitare l’intervento, andare a cercare di tenere sotto controllo il dolore e di migliorare l’efficienza dei tuoi muscoli. Qualora questo programma non dovesse dare alcun risultato, allora potrebbe essere il caso di valutare la possibilità di un intervento chirurgico insieme ed un ortopedico.

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