Francesco Lanzini

Mal di schiena lombare: cosa fare per guarire

Sintomi

Dolore lieve
Dolore acuto
Bruciore
Stilettata
Rigidità

Sai che il mal di schiena lombare è un disturbo che interessa oltre il 70% delle persone adulte nel mondo? 

È un dolore che, probabilmente, anche tu hai avuto almeno una volta e che ti ha portato a cercare ogni tipo di cura.

Sicuramente sai già di cosa si tratta. È quel dolore alla parte bassa della schiena che ti è comparso improvvisamente in seguito ad una giornata faticosa a lavoro, dopo aver spostato tanti pesi o magari dopo aver mantenuto per troppo tempo la posizione seduta. 

In realtà, è stato visto che nell’85% dei pazienti con mal di schiena lombare non si conosce un’unica causa e spesso non vi è una patologia sottostante. Infatti, negli studi scientifici e in alcune diagnosi viene utilizzato il termine “lombalgia aspecifica”.

Purtroppo, il mal di schiena può diventare un disturbo cronico. In questi casi si ripresenta frequentemente nei mesi e, addirittura, negli anni limitando la qualità di vita e le attività quotidiane e sportive.

Come molti altri pazienti, avrai provato diversi farmaci, cicli di tecar, laser o altre terapie per guarire dal mal di schiena, ottenendo però soltanto un beneficio momentaneo, senza risolvere definitivamente il dolore.

In questo articolo voglio mostrarti la verità dietro al mal di schiena lombare e quali sono le cure fisioterapiche realmente utili e scientificamente efficaci.

Se vuoi intraprendere un percorso di 90 giorni al nostro fianco per vincere il tuo mal di schiena lombare, ti invito ad inviarci il tuo caso compilando il modulo sottostante.

Da dove nasce il mal di schiena lombare? E perché ritorna?

Come ti ho appena detto, non è ancora ben conosciuto il meccanismo principale che determina la comparsa della lombalgia, infatti, le ricerche hanno evidenziato come il mal di schiena lombare abbia un’origine multifattoriale.

Che cosa vuol dire?

In sostanza, significa che le nostre caratteristiche individuali (come l’età o la salute fisica), i fattori psico-sociali (stress, ansia e depressione) così come i fattori occupazionali (ad esempio lavori con movimenti ripetuti in flessione e rotazione) possono essere tutti rilevanti nello sviluppo del mal di schiena lombare. 

Dunque, se hai svolto lavori più pesanti o più statici rispetto al solito; se hai dormito poco negli ultimi giorni; se ci sono pensieri o situazioni difficili che ultimamente stai affrontando e se hai già avuto un precedente mal di schiena, potresti subire con più facilità un nuovo episodio di dolore lombare.

Il mal di schiena, infatti, non ha necessariamente un’origine strutturale ovvero non c’è una vertebra, un disco o un muscolo alla base della patologia, ma diversi elementi nell’insieme possono influenzare la comparsa e la percezione del dolore.

Oltre a ricercare il motivo che si nasconde dietro ad una lombalgia, alcuni studi hanno anche indagato come il mal di schiena possa diventare cronico. In alcune ricerche è stata individuata debolezza dei muscoli degli arti e del tronco e difficoltà nel “controllo motorio”, ovvero un ritardo di attivazione dei muscoli durante determinati movimenti.

Ma, nuovi risultati scientifici hanno analizzato come la presenza di mal di schiena cronico non è sempre associata a scarsa forza muscolare o a perdita di stabilità nella colonna lombare. 

Nella maggior parte dei pazienti con dolori cronici, infatti, è stata documentata una condizione nota come “sensibilizzazione centrale”. Questo termine identifica uno stato di eccessiva allerta del nostro cervelloche lo porta ad essere maggiormente attento agli stimoli e ad amplificare la percezione del dolore.  

Immaginalo come un allarme antifurto di una macchina che però si attiva anche se un passante cammina vicino o semplicemente se piove. Questo fa sì che avvertiremo dolore, più o meno intenso, in assenza di un reale “danno” alla schiena e, di conseguenza, saremo molto più attenti nel muoverci.

Probabilmente ci avrai fatto caso. Quando hai mal di schiena, hai paura di piegarti, di ruotare il corpo, ti senti rigido e anche preoccupato di peggiorare la tua condizione.

Le nostre emozioni, i nostri pensieri, così come le precedenti esperienze e le credenze che abbiamo in merito al mal di schiena influenzano il nostro comportamento e possono portarci in uno stato di eccesiva protezione e limitazione nelle attività quotidiane.

Così facendo si innesca un ciclo di dolore, rigidità e paura dei movimenti che si ripete fino a determinare il mal di schiena lombare cronico. 

Allora…

Cosa fare e cosa NON fare in caso di mal di schiena lombare?

La maggior parte dei pazienti con mal di schiena si presenta alla prima visita con una serie di referti di radiografie e risonanze magnetiche, per cercare di capire “cosa c’è che non va nella schiena”.

In realtà, gli studi scientifici hanno dimostrato come, frequentemente, non vi è correlazione tra i referti delle indagini strumentali e i sintomi riferiti dai pazienti. Vuol dire che quello che si vede alle immagini non è sempre utile a spiegare il dolore. Quindi, ricorrere precocemente agli esami avanzati potrebbe essere una scelta poco indicata, oltre che costosa. 

Gli esami strumentali, infatti, dovrebbero essere richiesti ed eseguiti solamente in alcuni casi selezionati

In secondo luogo, molti pazienti credono che la propria schiena sia fragile e che si debba far attenzione nel muoversi. Ad esempio per piegarsi in avanti, per non creare ulteriori “danni” o peggiorare i sintomi. 

Ecco la verità: la schiena è una struttura robusta e mobile, in grado di adattarsi ai movimenti e ai carichi quotidiani. Limitare le attività, riposare a letto o sottoporsi esclusivamente a trattamenti passivi non ti permetterà di risolvere il mal di schiena lombare. Potrebbe al contrario portarti ad avere ancora più rigidità nei movimenti.

Le linee guida per il trattamento del mal di schiena lombare raccomandano l’utilizzo dell’esercizio come terapia di primo livello per ridurre il dolore, migliorare la forza e la mobilità della schiena.

Nella letteratura scientifica è presente una grande “biblioteca” di esercizi, somministrati in diverse modalità, durata e frequenza.  Per questo motivo abbiamo pensato di creare il Manuale anti-rigidità, una guida scientifica che raccoglie gli esercizi utili per guidarti nel trattamento del mal di schiena.

Ok, adesso la parte più interessante:

Quali sono gli esercizi più indicati per guarire? 

Diverse ricerche hanno dimostrato come non esista un “singolo muscolo chiave” che risolva il mal di schiena; per tale ragione gli esercizi più efficaci dovrebbero considerare tutta la muscolatura della colonna vertebrale e degli arti.

Infatti, i programmi di riabilitazione che utilizzano un approccio basato su diverse tipologie di esercizio, permettono di ottenere migliori risultati clinici, riducendo il dolore, aumentando la forza e le abilità funzionali.

Ricercando nel dettaglio, gli studi di maggiore livello consigliano fortemente di svolgere sia esercizi globali contro resistenza. Tra questi lo squat, gli stacchi e il rematore, esercizi di controllo motorio, ad esempio il ponte, le rotazioni del bacino e del tronco.

È anche vero che alcune ricerche hanno dimostrato benefici del pilates e dello yoga. Tuttavia applicarsi a queste discipline non sarà mai efficace quanto un percorso di consulenza.

In sostanza, la scienza ci dice che il mal di schiena lombare si deve curare con il movimento. “Il miglior esercizio è quello che viene fatto”. 

Il segreto per ridurre il rischio di un mal di schiena lombare cronico sta nello scegliere esercizi che possano essere ripetuti con costanza e che siano progressivi nel tempo.

Inviaci il tuo caso per scoprire quali sono gli esercizi più adatti per il tuo caso e cosa fare per guarire definitivamente.

Bibliografia

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